Logopedia con focus su autismo e neurosviluppo dell'età evolutiva

Ogni bambino ha un modo personale di comunicare, comprendere e partecipare agli scambi con gli altri. Nel percorso logopedico osservo le competenze presenti, le difficoltà e gli strumenti che possono rendere la comunicazione più accessibile ed efficace nella vita quotidiana.

Comunicare non significa solo parlare

Un bambino può esprimersi attraverso parole, vocalizzazioni, gesti, sguardi, immagini o strumenti digitali.
Il punto di partenza è capire quali modalità utilizza e quali possono aiutarlo a partecipare con maggiore autonomia.

Intenzione comunicativa

Mostrare, chiedere, rifiutare, scegliere, richiamare l’attenzione e condividere un interesse con un’altra persona.

Comprensione e linguaggio

Comprendere parole, richieste e situazioni; sviluppare il vocabolario e costruire messaggi sempre più chiari.

Scambio e uso sociale

Iniziare e mantenere uno scambio, alternare i turni, condividere informazioni e adattare la comunicazione alla situazione.

Comunicazione Aumentativa Alternativa

Utilizzare, quando indicato, gesti, simboli, quaderni di comunicazione o strumenti digitali per sostenere la comprensione e l’espressione.

Per orientarti

Quando può essere utile un confronto logopedico

Alcuni segnali, come quelli riportati qui, descrivono possibili bisogni comunicativi. Non sono criteri per riconoscere o diagnosticare l’autismo. La diagnosi deve sempre essere effettuata da figure sanitarie specializzate, ovvero in primis neuropsichiatri infantili, affiancati spesso da altre figure sanitarie professionali che concorrono alla diagnosi.

ESPRIMERE BISOGNI E INTERESSI

  • Fa fatica a chiedere, scegliere, rifiutare o richiamare l’attenzione dell’adulto.
  • È difficile comprendere che cosa vuole comunicare attraverso gesti, sguardi, vocalizzazioni o parole.
  • Utilizza poche modalità per esprimersi e dipende spesso dall’interpretazione dell’adulto.
  • Fa fatica a mostrare qualcosa di interessante o a condividere ciò che sta osservando.
  • La difficoltà nel farsi comprendere provoca frustrazione o limita la partecipazione.

COMPRENDERE E PARTECIPARE

  • Comprende alcune richieste soprattutto quando sono accompagnate da gesti o indicazioni visive.
  • Fatica ad alternare i turni durante il gioco o la conversazione.
  • Risponde in modo poco pertinente oppure ha bisogno di molto aiuto per mantenere lo scambio.
  • Comprende con difficoltà domande, consegne o racconti adeguati alla sua esperienza.
  • Le modalità dell’interlocutore devono essere adattate per rendere la comunicazione più funzionale.

USARE IL LINGUAGGIO NELLE RELAZIONI

  • Possiede parole e frasi, ma fatica a usarle per raccontare, chiedere informazioni o condividere esperienze.
  • Fa fatica a iniziare, mantenere o concludere un argomento di conversazione.
  • Può essere difficile capire ciò che non viene espresso in modo esplicito.
  • Il linguaggio risulta poco adatto al contesto o alla persona con cui sta comunicando.
  • Le competenze osservate in una situazione non emergono con la stessa facilità in altri contesti.
uno sguardo d'insieme

Cosa osservo nella valutazione

Durante la valutazione considero tutte le modalità con cui il bambino comunica, non soltanto le parole. Il confronto con i genitori è essenziale per capire che cosa accade nelle situazioni quotidiane, quali strategie funzionano già e dove la comunicazione incontra maggiori ostacoli.

 

I segnali possono presentarsi in modi molto diversi e non definiscono il bambino. La valutazione serve a individuare capacità presenti, abilità emergenti, ostacoli e sostegni utili, così da stabilire obiettivi concreti per la comunicazione quotidiana.

Funzioni e modalità comunicative

Come il bambino chiede, rifiuta, sceglie, mostra, commenta e condivide attraverso parole, gesti, sguardi, vocalizzazioni o strumenti.

Comprensione ed espressione

Che cosa comprende e come utilizza parole, frasi o altre modalità per esprimere bisogni, pensieri ed esperienze.

Scambio e pragmatica

Come inizia e mantiene uno scambio, alterna i turni, gestisce un argomento e adatta la comunicazione al contesto.

Contesti e sostegni

Con quali persone e in quali ambienti le competenze emergono più facilmente, e quali supporti rendono la comunicazione più accessibile.

i percorsi di sostegno al neurosviluppo non sono mai uguali tra loro

A ogni bambino il suo obiettivo

Non amo suddividere i bambini in categorie e usare etichette rigide e poco empatiche. Osservo quali modalità comunicative sono disponibili e quali obiettivi possono migliorare concretamente la partecipazione del bambino, di ogni singolo bambino.

Costruire le basi della comunicazione

Il lavoro può concentrarsi sull’intenzione comunicativa, sulla richiesta, sulla scelta, sull’alternanza dei turni e sulla condivisione dell’interesse.

Sviluppare comprensione e linguaggio

Gli obiettivi possono riguardare la comprensione, l’ampliamento del vocabolario, la costruzione delle frasi e l’uso del linguaggio nelle attività quotidiane.

 

Rendere la comunicazione più flessibile

Quando il linguaggio è già presente, il percorso può approfondire il racconto, la conversazione, la comprensione del contesto e le competenze pragmatiche e sociali.

Quando il quadro è più complesso

oltre all'autismo esistono innumerevoli altre categorie che possono rientrare sotto l'"ombrello" delle difficoltà del neurosviluppo

Il bisogno comunicativo può essere presente anche all’interno di disabilità intellettive, condizioni genetiche o neurologiche, paralisi cerebrale infantile, ipoacusia e altri disturbi del neurosviluppo.

In questi casi mantengo il focus sulle competenze linguistiche e comunicative di pertinenza logopedica e lavoro in coordinamento con la famiglia e con le altre figure che seguono il bambino.

Quando gli obiettivi riguardano anche comportamento, autonomia, competenze motorie o aspetti emotivi e relazionali, è importante che ogni professionista intervenga nel proprio ambito condividendo una direzione comune.

COME FUNZIONA

Come lavoreremo insieme

Un percorso condiviso, che include sempre la famiglia e nasce da una collaborazione che punta a obiettivi comuni, da raggiungere nel più breve tempo possibile.

01

Il primo colloquio

Ci confrontiamo sulla situazione, sulle difficoltà osservate, sulle modalità comunicative già utilizzate e sulle esigenze della famiglia.

02

La valutazione

La valutazione richiede normalmente due o tre incontri di 45 minuti. Il numero può cambiare in base alle aree da osservare e alla collaborazione del bambino.

03

Il percorso successivo

Se emerge la necessità di un intervento, vengono definiti obiettivi e modalità. Il lavoro può coinvolgere direttamente il bambino e i genitori oppure concentrarsi soprattutto sul sostegno alla famiglia.

Qualche dubbio è normale

Domande frequenti

No. La valutazione logopedica approfondisce comunicazione, comprensione, linguaggio, pragmatica e possibili strumenti di supporto. L’eventuale diagnosi di autismo appartiene a un percorso più ampio e interdisciplinare.

No. La comunicazione può avvenire anche attraverso gesti, sguardi, vocalizzazioni, immagini e altri strumenti. La valutazione parte dalle modalità che il bambino utilizza già.

No. La Comunicazione Aumentativa Alternativa non limita la produzione del linguaggio verbale, ma anzi lo supporta ampliando le possibilità di comunicazione e di espressione del bambino, usando tutti i canali possibili.

No. La CAA può comprendere gesti, simboli, supporti visivi, quaderni cartacei e strumenti digitali. La soluzione viene scelta in base al bambino e ai suoi contesti di vita.

No. Obiettivi, strumenti e modalità dipendono dal profilo comunicativo, dalle competenze presenti, dalle difficoltà e dalle necessità della famiglia.